Dall’Argentina al Bellunese, dal Canada al Trevigiano: migliaia di oriundi veneti riscoprono le terre d’origine, lasciate dai loro antenati tanto tempo fa. Sono viaggi tra genealogia, emozioni e tradizioni. “Quando sono arrivato nel borgo dove nacque mio nonno, la prima cosa che ho sentito è stato il silenzio. Poi il vento tra le vigne e l’odore del pane. Ed è stato come tornare a casa, anche se non c’ero mai stato.” E’ il turismo delle radici. Alla scoperta di dove veniamo. Magari se si è andati via per lavoro o per altri motivi. E non importa se siamo arrivati alla terza generazione. Il sangue del paese delle origini continua a pulsare.
Cos’è il turismo delle radici

Il turismo delle radici è qualcosa che va oltre la vacanza. È un viaggio genealogico che parte da lontano — da una vecchia fotografia, da un racconto tramandato, da un cognome inciso su un campanile — e porta oggi migliaia di italiani residenti all’estero a ritrovare i Paesi d’origine dei propri antenati.
Un fenomeno emozionale, ma anche strategico, che in Veneto sta creando nuove opportunità per piccoli borghi e territori spesso dimenticati, ma non da queste persone che cercano le loro radici, quasi come dei figli adottivi, si inerpicano tra vallate e piccole viuzze alla ricerca della casa dei loro nonni.
Turismo delle radici; perché cresce

Il “turismo delle radici” coinvolge i discendenti di milioni di veneti emigrati, in particolare da Paesi come Argentina, Brasile, Canada, Australia e Stati Uniti. La spinta nasce dal desiderio di ricostruire la propria identità e quella della propria famiglia, visitare i luoghi d’origine, riscoprire lingue, piatti, tradizioni, assaporare il gusto di una cultura a cui in parte non si appartiene, ma a cui si è legati e per questo ancor più bisognosi di riscoprirne il passato.
Il progetto Italea

Nel 2024, il governo italiano ha lanciato il progetto Italea: una piattaforma e un sistema di accoglienza pensato proprio per questi “viaggi di ritorno”. Grazie ai fondi del PNRR, si offrono servizi genealogici, itinerari personalizzati, eventi locali, convenzioni con compagnie aeree (come ITA Airways) e agevolazioni sui trasporti e le strutture ricettive. Il progetto è finanziato da NextGenerationEU e promosso dal Ministero degli Esteri (MAECI) e affiancato dal Ministero del Turismo.
La piattaforma Italea.com, già visitata da oltre 1,1 milioni di persone, con richieste di itinerari personalizzati genealogici e ricostruzione storica, si occupa di creare reti tra oltre 800 piccoli Comuni (sotto i 6.000 abitanti) per promozione turistico-culturale, archivistica genealogica, eventi locali, in più fornisce “Italea Card” (“Passaporto delle Radici Italiane”) con sconti su servizi e prodotti locali.
Il Veneto: terra di partenze, oggi meta di ritorni

Il Veneto, terra da cui milioni di persone partirono tra Ottocento e metà Novecento, è oggi tra le regioni italiane più attive nel turismo delle radici. Si stimano infatti circa 4 milioni di oriundi veneti nel mondo, con comunità importanti soprattutto collocate in Argentina, Canada, Brasile e Australia. Attualmente stanno diventando tutti luoghi di accoglienza e riscoperta zone come il Bellunese, che è stato interessato da un’emigrazione storica verso le Americhe, mentre il Trevigiano e Vicentino hanno un forte legame con l’Argentina, come l’Altopiano di Asiago è luogo di origine di numerosi migranti soprattutto in seguito alle difficoltà del secondo dopoguerra.
Le storie: chi torna e cosa cerca nel turismo delle radici

Molti di questi viaggiatori sono nipoti o pronipoti di emigrati che vogliono ritrovare le radici familiari visitano parrocchie, archivi comunali, cimiteri; incontrano parenti rimasti, partecipano a feste tradizionali locali. Un esempio: Maria, 48 anni, da Rosario (Argentina), ha visitato Follina (TV) dove il nonno partì nel 1923. Con l’aiuto di un’associazione locale ha ritrovato la casa di famiglia e una lontana parente. “Non conoscevo nessuno, ma mi sono sentita a casa.”
Opportunità per i borghi: turismo delle radici, lento, autentico e sostenibile

Questo tipo di turismo è: destagionalizzato (spesso avviene in primavera o inizio autunno), ad alto valore aggiunto (i turisti genealogici spendono di più e soggiornano più a lungo) ed emozionalmente coinvolgente, creando un forte legame tra viaggiatore e territorio.
Per i piccoli borghi del Veneto è una grande occasione di rilancio attraverso il recupero dell’identità, la valorizzazione del patrimonio, la promozione culturale, l’artigianato ed anche l’enogastronomia.
Le reti locali: associazioni e Comuni in prima linea

Nel 2025 sono oltre 50 i Comuni veneti aderenti al progetto Italea, spesso supportati da enti come: “Radici Venete”, associazione che offre tour guidati e supporto genealogico, “Veneti nel Mondo”, storica rete con contatti in Canada, Sudamerica e Australia, “DMO Dolomiti Bellunesi”, che promuove pacchetti “radici e natura”. Nel maggio 2025, Belluno ha ospitato una due‑giorni dedicata ai veneto-discendenti, firmata dall’ associazione “Radici Venete”, sotto il tema “Turismo delle radici: un viaggio tra memoria e futuro”, l’evento ha proposto reading letterari, sessioni genealogiche e testimonianze dirette.
Il futuro del progetto

Il 2025 è stato dichiarato “Anno del Turismo delle Radici” dal Ministero degli Esteri. Si prevede che l’Italia possa accogliere oltre 800.000 oriundi nei prossimi anni, per un impatto economico stimato tra i 4 e i 12 miliardi di euro a livello nazionale. Il Veneto, con la sua storia migratoria e i suoi paesaggi autentici, è pronto ad accogliere questi “viaggiatori del cuore”.
Il turismo delle radici non è solo un ritorno geografico, ma un ricongiungimento interiore. È la storia che si chiude in cerchio, il passato che torna presente. E per il Veneto, è l’occasione di raccontarsi non come terra che ha perso figli, ma come terra che li ritrova.
Turismo delle radici; di nicchia ma di alto profilo

Il turismo delle radici, è un segmento di nicchia, in continua espansione: in Italia già 10 milioni di visitatori ne fanno parte e rappresentano il 15 % della spesa complessiva dei turisti stranieri.
Il Veneto, tra le regioni più interessate dall’emigrazione storica, ha un potenziale economico stimato in circa 8 miliardi di euro. I discendenti da Argentina, Brasile, Canada, Stati Uniti, Australi, dall’Europa prevalentemente da Germania, Svizzera, Regno Unito e Francia. sono milioni, con comunità attive e associazioni che mantengono vivi i legami culturali.
Le generazioni coinvolte sono i discendenti di prima, seconda e terza generazione, nel 2022 il 60 % aveva già effettuato più di una visita in Italia. Il budget e la durata dei viaggi varia da 1–2 settimane Il turismo delle radici contribuisce a ripopolare borghi a volte dimenticati, stimola come si è detto l’economia locale e favorisce il recupero del patrimonio storico. È un turismo diffuso, capace di coinvolgere aree interne spesso trascurate e con questo crea nuove opportunità occupazionali, anche giovanili, come figure di operatori turistici specializzati, genealogisti, guide locali. Insomma un progetto turistico che mette tutti d’accordo e permette soddisfazioni sia a chi viene per riscoprire le proprie origini, sia per chi mette a disposizione i propri servizi per garantire la miglior permanenza possibile.