Nel cuore della Bassa Padovana, tra le memorie delle bonifiche benedettine e le vestigia dei Melzi d’Eril, il comune di Correzzola ospita una realtà gastronomica sorprendente: Corteverdechiara, un ristorante vegetariano e vegano che coniuga eleganza, stagionalità e una profonda etica alimentare. Dall’11 aprile 2025, a guidarlo sono lo chef Davide Serafin, 30 anni appena ma già con un curriculum importante, e il direttore di sala Daniel Penazzato, sommelier attento e raffinato narratore di vini e sapori. Il ristorante, con una trentina di coperti, un’accogliente cucina a vista e vetrine dedicate a vini naturali, biologici e biodinamici, propone un viaggio nei sensi dove la creatività incontra il rispetto per il pianeta. Ma soprattutto, qui si respira passione.
Chef Davide Serafin, lei è un cuoco con una immensa passione del mondo vegetariano e vegano…

E’ una passione, quella di fare il cuoco, che coltivo sin da ragazzo. Sono nato e cresciuto a Cittadella e formato all’Alberghiero di Castelfranco Veneto, passando per esperienze significative a Trebaseleghe, Quarto d’Altino e Battaglia Terme. È proprio nel 2016 che incontro il mondo vegetariano e vegano grazie al ristorante fondato da Anna Chiara Brunato a Correzzola. Da allora, non ho più abbandonato quel sentiero.
Quindi poi con Daniel ha preso le redini del rinnovato ristorante Corteverdechiara? E come vi siete incontrati?

Si’. Insieme a Daniel ho condiviso esperienze lavorative e il sogno di un ristorante “green” tutto nostro – ha dato nuova linfa a Corteverdechiara, portando avanti la tradizione di piatti vegetali creativi, salutari e profondamente buoni.
Daniel quando c’è stato l’incontro con lo chef Davide Serafin?
Il nostro incontro? Lavoravamo nello stesso hotel a Battaglia Terme e sentivamo spesso parlare di questo ristorante speciale a Correzzola. Quando finalmente ci siamo andati, ce ne siamo innamorati. E da lì, tutto ha preso forma.
Parlateci del vostro menu e dei vostri clienti…



Il menu? Non esiste sulla carta. Viene raccontato al tavolo, con percorsi da 3 o 5 portate, studiati con cura e adattati anche alle intolleranze alimentari, prima premura di Daniel al momento dell’accoglienza. I clienti? Arrivano da tutto il Veneto, persino da Brescia e oltre. Molti sono onnivori che vogliono provare un’esperienza diversa. Escono entusiasti e spesso tornano. Ogni piatto è un racconto: carpaccio di anguria affumicato, cannolo croccante ripieno di ricotta al limone, tortelli di ceci e peperoni, panna cotta salata, risotto all’anacardo, gnocchi di ricotta di mandorla, melanzane in tre consistenze, ciliegie marinate con spuma di mandorle e polvere di ibisco. Sapori nuovi e profondi, che rispettano la stagionalità e celebrano i prodotti della terra. Piatti belli da vedere, buoni da gustare e capaci di far star bene.
Chef Davide Serafin, lei mangia carne?

Non riesco più a mangiare carne. Il mio percorso sarà sempre su questa strada. È una scelta etica e personale oltre che professionale. Una scelta che ha portato nel cuore della campagna padovana un ristorante capace di coniugare innovazione, benessere e territorio. Corteverdechiara non è solo un ristorante: è un luogo dell’anima, dove la cucina vegetariana e vegana si fa arte, accoglienza e cultura. E Correzzola, con discrezione ma sempre più consapevole, si scopre custode di una perla gastronomica di altissimo valore.
Per i lettori di Radio Venezia Sound, lo chef Serafin consiglia un assaggio estivo imperdibile: il carpaccio di anguria affumicata, sintesi perfetta di freschezza, sorpresa e sapienza gastronomica.
Carpaccio di anguria affumicata

Ingredienti: un quarto di anguria, 100g di fagiolini, 50g di anacardi, senape qb, olio, aceto, rucola, riso 100g
Preparazione. Per l’anguria: tagliamo un quarto di anguria e cuociamolo in forno a 180 gradi per 2 ore, poi pressiamolo e facciamolo raffreddare, affumichiamolo con l’affumicatore. Per le chip di riso: cuociamo il riso, frulliamolo e stendiamo la polentina creata con uno spessore di i mm, lasciamola quindi disidratare per una notte in essiccatore; friggiamo poi in abbondante olio i pezzi di riso. Per il cremoso di anacardo: frulliamo con dell’acqua gli anacardi fino a consistenza di un formaggio spalmabile e aggiustiamo di sale; sbollentiamo i fagiolini in acqua salata. Impiattamento: tagliamo a fettine l’anguria, togliamo i semi e condiamo con una vinaigrette, emulsioniamo olio aceto e senape; posizioniamo il nostro carpaccio, disponiamo i fagiolini, con l’uso di un biberon creaiamo degli spuntoni di cremoso di anacardo. E decoriamo con chips di riso e rucola.
Il vino in abbinamento

Il sommelier Daniel Penazzato (Assosommelier) propone “Racconto 5”, un Pinot Nero, Spumante Metodo Classico Brut Nature 48 della Cantina dei Racconti di Davide Zilio. L’uva proviene dalla Colline Moreniche del Lago di Garda di Verona. Daniel sottolinea: ”Abbiamo scelto questa cantina in abbinamento perché per scelte produttive è in linea con la nostra filosofia di cucina e del ristorante. E’ un metodo classico ottenuto da Pinot Nero e rimane sui lieviti per 48 mesi, è un Brut nature e grazie al suo non essere dosato, alla sua freschezza e alla sua cremosità data dal vitigno riesce a fondersi nel piatto esaltando ogni sua componente”.